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Una selezione di notizie dall'Italia e dal mondo relativo ai cereali, con particolare attenzione al riso.


ARSENICO, LA CAMBOGIA MINIMIZZA

Il ministero dell’Agricoltura cambogiano ha minimizzato i risultati di uno studio scientifico che ha trovato elevati livelli di arsenico in alcuni campioni di riso coltivati ​​localmente. Lo studio, pubblicato sulla rivista International Journal of Water and Wastewater Treatment (Rivista internazionale sull’acqua e sul trattamento delle acque reflue), alla fine del mese di gennaio, ha analizzato alcuni campioni di riso, il cui  il contenuto di arsenico sperava i livelli accettabili di ben tre volte. La situazione è apparsa grave in cinque province; l’area di Kandal è risultata la peggiore. Lo riferisce il quotidiano on line all’indirizzo http://www.phnompenhpost.com/national/ministry-says-arsenic-levels-rice-no-problem.
L’autore dello studio, Kang Yumei dell’Università Kochi in Giappone, ha osservato che l’esposizione prolungata al riso contenente oltre la quantità massima mandato internazionale di arsenico pone le persone ad un elevato rischio di danni genetici, come riporta uno studio effettuato in Bengala occidentale nel 2013. Lo studio, che riguarda il grado di contaminazione dei terreni, è consultabile all’indirizzo Arsenic-Polluted Groundwater in Cambodia: Advances in Research.
Secondo gli standard fissati luglio 2014 dall’Organizzazione mondiale della sanità e Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite, un chilo di riso dovrebbe contenere non più di 0,2 milligrammi di arsenico. Tuttavia, in Kandal alcuni campioni hanno prodotto livelli pari a 0,649 mg / kg. Altri campioni di Kampong Thom contenevano quasi il doppio del livello accettabile, arrivando a 0,371 mg / kg, mentre quelli provenienti da Banteay Meanchey, Battambang e Prey Veng hanno superato la soglia massima di 0,2 mg / kg.

Il ricercatore ha chiesto maggiore attenzione per chi vive in zone ad alto rischio, ed ha aggiunto: «Sono necessari regolamenti impediscono di riso contaminato da elevati livelli di arsenico di raggiungere il mercato». Il portavoce del ministero dell’Agricoltura Eang Sophalleth ha affermato di non conoscere la ricerca, ma ha ribadito che il riso della Cambogia non ha avuto alcun problema di livelli eccessivi di arsenico. «Posso assicurare che non vi è alcuna contaminazione del riso cambogiano: prima che venga esportato, passa attraverso un controllo; se riosultasse contaminato non sarebbe consentita l’esportazione». Il funzionario ha confermato che le stesse procedure sono in essere anche per il riso destinato al consumo interno.

FONTE:risoitaliano.eu                     DATA:8/3/2016

Massimo Gregori

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