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Una selezione di notizie dall'Italia e dal mondo relativo ai cereali, con particolare attenzione al riso.


L’ASCIUTTA SCACCIA L’ARSENICO INORGANICO

Esiste un rischio arsenico nel riso italiano? Un articolo del “Fatto alimentare” (che potete leggere QUI) ha sollevato il problema, commentando uno studio scientifico condotto negli Usa secondo cui i bambini che mangiano questo cereale «hanno concentrazioni di arsenico nelle urine superiori, fino al doppio, rispetto ai bambini che non consumano alcun tipo di riso. Questo, affermano i ricercatori, costituisce un fattore di preoccupazione, perché i cereali di riso possono contenere concentrazioni di arsenico inorganico superiori a quelle raccomandate». Come abbiamo detto, lo studio è stato condotto negli Usa, ma il problema è avvertito anche da noi, tant’è vero che l’Europa ha deciso di abbassare la concentrazione di arsenico inorganico (cancerogeno) nei prodotti per l’infanzia a base di riso sulla base delle stime dell’Efsa. Fino al 2017 saranno tollerate dosi comprese tra 0,15 e 0,2 mg/kg di riso, dopo la concentrazione dovrà necessariamente scendere a 0,1 mg/kg. All’inizio di aprile, anche la statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha sottoposto alla consultazione pubblica la proposta di introdurre lo stesso sbarramento di 0,1 mg/kg. Queste misure hanno allarmato il mercato, ovviamente, inducendo i genitori a limitare il consumo del cereale, anche perché le autorità si sono spinte ad affermare che sarebbe preferibile evitare il consumo esclusivo di alimenti a base di riso. Naturalmente, non vi è modo per contrapporre tesi “difensive”, perché la scienza ha appurato il danno che può provocare l’arsenico inorganico, ragion per cui si deve vigilare, onde evitare che errori tecnici o contaminazioni esogene possano inquinare il prodotto italiano. Secondo le informazioni diffuse dagli enti pubblici, si sa, ad esempio che l’arsenico è naturalmente presente nel suolo delle nostre risaie e per contenerlo è opportuno effettuare delle asciutte, che consentono di immobilizzarlo nel terreno e di ridurre il suo assorbimento da parte della pianta. Una sperimentazione condotta nel 2012 dall’Ente Risi sembra dimostrare come un’asciutta applicata ad inizio levata dimezzi il contenuto di arsenico totale in granella. Se poi l’asciutta viene posticipata nel periodo che intercorre da metà levata allo stadio di botticella, la riduzione sarebbe addirittura maggiore. Si sta ancora lavorando sugli antagonisti dell’arsenico che possono intervenire nella fase di concimazione, come il silicio.

Fonte:risoitaliano.eu                                 Data:6/07/2016

Massimo Gregori

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