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Bayer acquisisce Monsanto per 66 miliardi di dollari

Bayer chiude l’operazione Monsanto. Il colosso chimico e farmaceutico tedesco ha messo a segno l’acquisizione da 57 miliardi di dollari in contanti del leader delle sementi americano dando vita a un nuovo protagonista globale nell’agribusiness. Con il debito il valore complessivo dell’operazione sale a 66 miliardi di dollari e diventa la maggior acquisizione estera mai realizzata da un’azienda tedesca.

Bayer pagherà 128 dollari per azione, un leggero, ultimo rilancio rispetto ai 127,50 dollari messi sul piatto una settimana fa. La saga delle trattative tra i due gruppi si trascinava ormai da mesi: rispetto alla proposta iniziale di fusione avanzata in maggio a 122 dollari per azione, il prezzo finale è lievitato di circa il 5 per cento. Nel frattempo, ad aumentare la pressione per portare a buon fine la combinazione, sono avanzati altri consolidamenti multimiliardari nel settore chimico, farmaceutico e dell’agribusiness (sementi e pesticidi in particolare). L’annuncio del merger di Dow Chemical e DuPont risale all’anno scorso e nelle ultime settimane ChemChina ha visto la sua conquista della svizzera Syngenta approvata dalle prime autorita’ fi regolamentazione

Per il chief executive del colosso di Leverkusen, Werner Baumann, da quest’anno in carica, si tratta di una forte scommessa su nuove frontiere di crescita e diversificazione fuori dal tradizionale punto di forza della farmaceutica. Le attività agrichimiche di scienza dei raccolti rappresenteranno ora la metà delle entrate complessive del nuovo gruppo rispetto al 30% del 2015. Per Monsanto l’obiettivo è di rafforzarsi davanti alla concorrenza internazionale in un mercato sotto pressione per il declino dei prezzi delle commodities.

Bayer prevede risparmi da sinergie per 1,5 miliardi dopo il terzo anno dal completamento del merger. In caso di fallimento dell’operazione, inoltre, è disposta a pagare una penale di due miliardi di dollari a Monsanto.

L’accordo arriva dopo un’estate intensa, durante la quale l’amministratore delegato di Bayer, Werner Baumann, si è impegnato in prima persona per persuadere gli investitori, molti dei quali scettici sulla transazione, che il matrimonio con Monsanto avrebbe creato valore e sarebbe stato positivo per entrambi i gruppi. La nuova società andrà a competere con gruppi come Syngenta, Dow Chemical e DuPont, che negli ultimi mesi sono stati a loro volta attivi sul fronte dell’M&A in un contesto di mercato non sempre facile per il settore agrochimico, le cui aziende hanno cercato di trovare economie di scala e strategie per la riduzione dei costi per fare fronte al calo dei prezzi che dura da tre anni.

Da capire ora se arriverà il via libera delle autorità di regolamentazione, ma Bayer ha fatto sapere di avere ricevuto «segnali incoraggianti dopo i contatti iniziali avuti» con chi dovrà decidere. Un altro nodo che bisognerà sciogliere è quello della leadership del gruppo che uscirà dalla fusione, ma per il momento le società temporeggiano e fanno sapere che è ancora «troppo presto per fare commenti» in questo senso, così come è ancora prematuro discutere «dei disinvestimenti necessari per l’accordo».

Fonte:Ilsole24ore.it               Data:14/09/2016

Massimo Gregori

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