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«IL CONTRATTO TIPO VA RISPETTATO»

Medi@Rice, l’associazione dei mediatori di riso, interviene nella polemica che contrappone risicoltori e industriali con una lettera a Risoitaliano (SCARICA IL DOCUMENTO) e rivela di aver proposto il mese scorso un  “Protocollo d’intesa per campionatura e metodo analitico sui campioni di risone per la determinazione dei residui di Tricilazolo”. «Il documento, spiegano i mediatori, propone:

  • Il rispetto del Contratto Tipo n. 1 delle CCIAA di VC, PV e NO in quanto, alla voce “Campionamento” sancisce in maniera chiara ed inequivocabile metodo, numero, dimensioni e contenitori per effettuare tale operazione.
  • La richiesta, con l’avvallo degli Organi di rappresentanza degli agricoltori, AIRI, Riserie Artigiane ed ENR di modificare il contratto tipo unificato n. 109 edito da Associazione Granaria di Milano ed A.G.E.R. di Bologna alla voce “Campionamento” affinché possa essere più in sintonia in base alle attuali necessità legate al problema della sicurezza alimentare. E’ auspicabile che le proposte da noi effettuate vengano, dopo giusta analisi di tutte le parti, sottoposte alle autorità competenti (vedi C.C.I.A.A.) per eventuali modifiche concordate al regolamento.
  • Informare e sensibilizzare la categoria degli autotrasportatori circa la necessità di effettuare i campioni sigillati in partenza in base ad un preciso protocollo con l’ausilio di sonde a finestrella.
  • Presentare ai laboratori accreditati i campioni per la determinazione dei residui di Triciclazolosottoforma di: a)  Riso greggio per le partite destinate alla parboilizzazione; b)  Riso semigreggio per gli altri utilizzi (a tal fine riteniamo che il riso raffinato – che prevede una gamma di livelli di lavorazione praticamente infinita – non dia la garanzia di riproducibilità in caso di controanalisi di campioni con lo stesso grado di lavorazione).

Il “Protocollo d’intesa per campionatura e metodo analitico sui campioni di risone per la determinazione dei residui di Tricilazolo” è stato inviato il giorno 7 settembre u.s. ad AIRI, alle sedi centrali e periferiche degli organi di rappresentanza degli agricoltori, alle Riserie artigiane ad a ENR.Purtroppo, a tutt’oggi, soltanto AIRI ci ha contattati per proporci un tavolo di discussione sul problema, mentre abbiamo ricevuto dalla Confagricoltura una lettera che, se da una parte condivide il rispetto del regolamento per la campionatura, nega qualsiasi apertura al dialogo per regolamentare un vuoto legislativo. Riteniamo che la politica del confronto e della discussione per determinare una comune linea di condotta sul tema della sicurezza alimentare (“Triciclazolo”) sia l’unica via di uscita per affrontare il problema in quanto, chi avrebbe dovuto farlo, ha lasciato (volutamente o distrattamente) l’argomento privo di normative.

Quanto a definire “Carta straccia” il contratto tipo da parte delle associazioni agricole è un approccio controproducente, in quanto, seppur la forma può essere personalizzata, il contenuto dei contratti deve contenere esclusivamente i dati relativi al regolamento. Anche la nostra associazione ha ritenuto “anomalo” riportare direttamente sui contratti la dicitura triciclazolo con relativo limite, infatti abbiamo sottoposto il quesito ai relativi rappresentanti delle industrie. Avremmo però preferito, invece di constatare la volontà di alzare muri (vedi Confagricoltura), un confronto tra le parti per trovare eventuali soluzioni. Per concludere, i contratti e il protocollo di campionamento sono mezzi che costituiscono una garanzia per chi svolge la propria attività all’interno della filiera rispettando la legalità. Vogliamo e continuiamo a evidenziarlo che si tratta di sicurezza alimentare». (foto grande: la sonda di campionamento)

Fonte:Risoitaliano.eu                     Data:7/10/2017

Massimo Gregori

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